Disabilità intellettiva

DISABILITA’ INTELLETTIVA
La disabilità intellettiva e relazionale è una condizione di salute irreversibile, data dall’effetto di gravi patologie psichiche e neuromotorie in un ambiente di vita sfavorevole
Fondazione Piatti accoglie presso le proprie strutture, diurne e residenziali, oltre 280 persone con disabilità intellettiva e relazionale, con una prevalenza della popolazione maschile (circa il 75%).

Quali le cause più diffuse della disabilità intellettiva?
Le cause della disabilità intellettiva possono essere di natura genetica o non genetica.
Si parla di cause genetiche, qualora siano presenti anomalie in un singolo gene oppure anomalie strutturali dei cromosomi. Tra le cause genetiche maggiormente conosciute vi è ad esempio la sindrome di Down.
Le cause non genetiche, invece, sono quelle che si determinano a livello biologico e possono originarsi in diversi momenti della vita di un individuo: possono determinarsi prima della nascita (si parla di cause pre-natali), durante il parto (prematurità ed asfissia), oppure per patologie sopravvenute dopo il parto (ad esempio encefaliti, meningiti o traumi cranici)

Tra le patologie esistenti, alcune hanno una incidenza rilevante.
Le più diffuse sono:

  • Le encefalopatie infantili consistono in una lesione a carico del cervello e possono essere determinate da molteplici fattori (genetici, vascolari, traumatici, infettivi, tossici). Si determinano durante la gestazione, il parto o nei primi anni di vita del bambino.Le possibili conseguenze possono essere molto diverse a seconda del tipo e grado di lesione e possono determinare patologie differenti.
  • La Sindrome di Down ha un origine genetica.
    E’ caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più nelle cellule: in particolare vi sono tre cromosomi 21 invece di due (da qui il nome di trisomia 21). Una persona con la Sindrome di Down è soggetta con maggior frequenza a patologie fisiche ed ha una speranza di vita inferiore anche se quest’ultima, negli anni, è molto aumentata. E’ presente ritardo mentale, ma di entità molto variabile da persona a persona.
  • L’autismo è un disturbo pervasivo dello sviluppo che ha un’alta correlazione con la disabilità intellettiva. Sebbene le cause dell’autismo non siano ancora del tutto note, sembra essere presente una componente genetica.
    E’ caratterizzato da deficit della comunicazione, dell’interazione sociale e da problemi di comportamento.

La disabilità intellettiva si associa frequentemente a malattie psichiatriche, la cui incidenza è superiore di tre-quattro volte rispetto al resto della popolazione.
Ogni patologia psichiatrica può quindi sovrapporsi al ritardo mentale ed anzi il ritardo mentale stesso è uno dei più importanti fattori di vulnerabilità psichiatrica.
I disturbi psichici più frequenti sono le psicosi, la depressione, i disturbi della condotta, i disturbi d’ansia, i disturbi affettivi, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Come promuovere la qualità della vita delle persone con disabilità intellettiva?

Nel corso degli ultimi decenni si è sviluppato un diverso approccio alla disabilità in senso generale.
Da un concetto di custodialismo e quindi di emarginazione sociale in cui la disabilità era vissuta come elemento discriminante si sta oggi sempre più affermando un approccio basato sulla qualità della vita della persona.
L’impatto della condizione di disabilità sulla qualità di vita delle persone può essere particolarmente rilevante, coinvolgendo in maniera importante anche il nucleo famigliare di origine.
Le dimensioni più rilevanti chiamate in causa sono la possibilità di realizzare una compiuta inclusione sociale, la possibilità di esercitare un sufficiente livello di autodeterminazione e la condizione di salute (poiché la condizione clinica delle persone con disabilità è complessa e spesso caratterizzata dalla compresenza di patologie psichiche e fisiche).

Nel campo specifico della disabilità intellettiva il cammino verso una maggiore inclusione nella società ha subito una importante accelerazione, anche se la strada da fare è ancora molta.
Se è vero che la disabilità è definita come “una condizione di salute in un ambiente sfavorevole” lo scopo che ci si propone è quello di fornire i sostegni necessari al fine di superare gli ostacoli ed accedere al miglior livello possibile di qualità della vita.
La persona con disabilità intellettiva necessita di una rete sociale che lo sostenga, composta dai familiari, dai servizi di riferimento, dalle istituzioni, dal quadro normativo e dalle risorse sul territorio.
Compito degli operatori sociali è quello di individuare e valutare un progetto individuale basato sui bisogni delle persone, al fine di favorirne lo sviluppo delle capacità di integrazione e partecipazione alla vita sociale.