Progetto trasporto

Progetto trasporto

Analisi del bisogno
La domanda per il servizio di accompagnamento delle persone con disabilità intellettiva e relazionale, da e verso le strutture di riabilitazione e assistenza, è molto forte sul territorio varesino ma non trova una risposta adeguata da parte dei comuni. Quando è possibile gli Enti locali forniscono il servizio parzialmente e praticamente solo a favore delle persone con disabiltà fisica; la restante parte del bisogno viene lasciata alle risposte di iniziative private o del terzo settore, se non addirittura a carico completamente delle famiglie. Ne consegue una discriminazione verso questi cittadini che non vedono garantito il loro diritto alle pari opportunità di accesso ai servizi. Ciò obbliga spesso le famiglie a carichi economici rilevanti oppure a scelte che a volte le costringono a non far frequentare i centri specializzati ai propri figli o familiari.

Risposta di Fondazione Renato Piatti
Prima Anffas e ora Fondazione Piatti hanno deciso di non abbandonare le famiglie e si sono fatte carico di questo problema, organizzando un servizio di accompagnamento da e verso i centri e, partendo dai centri, da e verso altri servizi.
Il servizio è organizzato coinvolgendo personale specializzato presente sull’automezzo come accompagnatore, un gruppo di autisti volontari e la struttura della fondazione per la gestione. Gli utenti che usufruiscono di questo servizio con almeno 2 tratte al giorno sono oltre 50 distribuiti tra i 3 centri diurni e il Centro di riabilitazione per bambini e adolescenti. In ogni viaggio sono presenti all’interno dell’automezzo un autista e un operatore specializzato che funge da accompagnatore, viste le particolari esigenze delle persone trasportate.
In totale le famiglie che usufruiscono di questo servizio sono più di 60 distribuite su Varese e una ventina di comuni della provincia, alcuni dei quali molto distanti dai centri.
Visto il numero degli utenti, i comuni, il personale e gli automezzi coinvolti, è facile intendere come questo servizio abbia un costo di gestione elevato, ma la fondazione lo ha comunque inserito tra i punti fermi dei servizi aggiuntivi che offre alle persone con disabilità e alle loro famiglie e, di conseguenza, fa tutti gli sforzi per mantenere in vita il servizio e contenerne i costi, accollandosi la maggior parte di questi ultimi. Per questo alle famiglie è chiesto di partecipare economicamente con un contributo fisso per coprire parte dei costi.
Il costo di mantenimento del servizio è molto elevato, fermo restando l’aiuto di oltre 50 autisti volontari, e raggiunge i 187.000€ l’anno, cui vanno aggiunti i costi provenienti dall’acquisto di 1,5 automezzi l’anno circa, cui la Fondazione provvede mettendo al primo posto la sicurezza dei propri utenti. Questo perché sono numerosi i viaggi effettuati, molti i chilometri percorsi e avendo un parco di 20 veicoli che si usurano prima di un altro veicolo con normale utilizzo.
Il contributo delle famiglie e dei comuni (laddove i comuni si sostituiscono alle famiglie) è pari a circa il 25% dei costi e quindi a carico della Fondazione rimangono circa il 75% dei costi totali.

SOSTIENI QUESTO PROGETTO