Un nuovo progetto per le persone con disabilità in Lombardia

Questo il messaggio che emerge con forza dagli Stati Generali di ANFFAS Lombardia, conclusi con la seduta pubblica del 13 giugno all’Università degli Studi di Milano dopo due giornate di lavoro (17 e 21 maggio) dedicate ai temi strutturali del sistema di welfare regionale rivolto alle persone con disabilità intellettiva e relazionale. Il bilancio dei lavori, sintetizzato in un documento articolato in cinque aree tematiche, è stato presentato nella giornata conclusiva alla presenza del Presidente di ANFFAS Lombardia Emilio Rota, di rappresentanti della Giunta Regionale Lombarda (Assessori Stefano Bolognini – Politiche sociali e disabilità – e Silvia Piani – politiche familiari) e di numerosi altri rappresentanti di organizzazioni territoriali interessate ai temi del welfare.

Netta e chiara la posizione di ANFFAS Lombardia, espressa dalla Vice Presidente Maria Villa Allegri e dal Rappresentante del Comitato Tecnico di ANFFAS Lombardia, Angelo Nuzzo: “Chiediamo a Regione Lombardia di istituire rapidamente un tavolo di confronto permanente che definisca e aggiorni il quadro delle politiche regionali in favore delle persone con disabilità e che sostenga il cambiamento indicato dal Governatore Attilio Fontana, ma che non ha ancora trovato attuazione (promuovere l’inclusione sociale, favorire l’integrazione delle politiche e delle risorse a partire dall’introduzione dello strumento del budget di salute, introdurre sistemi di case management e la funzione del case manager a garanzia di una presa in carico globale e continuativa, orientare il sistema dei sostegni in base ai progetti personali, utilizzare la valutazione degli esiti per misurare l’adeguatezza e gli impieghi delle risorse). Un tavolo di confronto permanente con chi sostiene e garantisce oggi le risposte ai bisogni e ai diritti delle persone con disabilità, e cioè, i soggetti di Terzo Settore che operano sia sul versante dell’advocacy che su quello gestionale e che in questi anni hanno investito sull’innovazione dei servizi esistenti e sulla creazione di nuove forme di sostegni. Un Terzo settore che oggi chiede con forza, innanzitutto a Regione Lombardia, politiche di investimento, di sostegno finanziario ai costi inevitabili che i gestori affrontano quotidianamente, a partire dall’adeguamento della remuneratività delle prestazioni rese nelle unità d’offerta sociosanitarie, ferme da un decennio. Un tavolo di confronto non per ascoltare, ma per coprogrammare e co-progettare, nella logica e nel rispetto della riforma del terzo settore. In assenza di tutto ciò, ANFFAS Lombardia – sostenuta in questo anche dalle altre componenti di terzo settore presenti all’incontro – proclamerà lo stato di mobilitazione, per la tutela dei diritti delle persone e delle famiglie, e per garantire l’adeguatezza del sistema di welfare regionale”.

Questo il messaggio che emerge con forza dagli Stati Generali di ANFFAS Lombardia, conclusi con la seduta pubblica del 13 giugno all’Università degli Studi di Milano dopo due giornate di lavoro (17 e 21 maggio) dedicate ai temi strutturali del sistema di welfare regionale rivolto alle persone con disabilità intellettiva e relazionale. Il bilancio dei lavori, sintetizzato in un documento articolato in cinque aree tematiche, è stato presentato nella giornata conclusiva alla presenza del Presidente di ANFFAS Lombardia Emilio Rota, di rappresentanti della Giunta Regionale Lombarda (Assessori Stefano Bolognini – Politiche sociali e disabilità – e Silvia Piani – politiche familiari) e di numerosi altri rappresentanti di organizzazioni territoriali interessate ai temi del welfare.

Netta e chiara la posizione di ANFFAS Lombardia, espressa dalla Vice Presidente Maria Villa Allegri e dal Rappresentante del Comitato Tecnico di ANFFAS Lombardia, Angelo Nuzzo: “Chiediamo a Regione Lombardia di istituire rapidamente un tavolo di confronto permanente che definisca e aggiorni il quadro delle politiche regionali in favore delle persone con disabilità e che sostenga il cambiamento indicato dal Governatore Attilio Fontana, ma che non ha ancora trovato attuazione (promuovere l’inclusione sociale, favorire l’integrazione delle politiche e delle risorse a partire dall’introduzione dello strumento del budget di salute, introdurre sistemi di case management e la funzione del case manager a garanzia di una presa in carico globale e continuativa, orientare il sistema dei sostegni in base ai progetti personali, utilizzare la valutazione degli esiti per misurare l’adeguatezza e gli impieghi delle risorse). Un tavolo di confronto permanente con chi sostiene e garantisce oggi le risposte ai bisogni e ai diritti delle persone con disabilità, e cioè, i soggetti di Terzo Settore che operano sia sul versante dell’advocacy che su quello gestionale e che in questi anni hanno investito sull’innovazione dei servizi esistenti e sulla creazione di nuove forme di sostegni. Un Terzo settore che oggi chiede con forza, innanzitutto a Regione Lombardia, politiche di investimento, di sostegno finanziario ai costi inevitabili che i gestori affrontano quotidianamente, a partire dall’adeguamento della remuneratività delle prestazioni rese nelle unità d’offerta sociosanitarie, ferme da un decennio. Un tavolo di confronto non per ascoltare, ma per coprogrammare e co-progettare, nella logica e nel rispetto della riforma del terzo settore. In assenza di tutto ciò, ANFFAS Lombardia – sostenuta in questo anche dalle altre componenti di terzo settore presenti all’incontro – proclamerà lo stato di mobilitazione, per la tutela dei diritti delle persone e delle famiglie, e per garantire l’adeguatezza del sistema di welfare regionale”.

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