Mettere davvero la persona al centro significa ripensare anche i gesti più semplici della quotidianità. Tra questi, il momento del pasto rappresenta molto più di un bisogno primario: è un’occasione di relazione, benessere, dignità e qualità della vita.
Nasce da questa visione la nuova collaborazione tra Fondazione Renato Piatti ETS e Fondazione Molina ETS, due realtà di riferimento del panorama socio-sanitario lombardo che hanno scelto di mettere a sistema competenze, esperienza e valori condivisi per costruire un modello innovativo di cura.
Il cibo come parte integrante del progetto di vita
L’accordo parte da un principio semplice ma fondamentale: il cibo non è soltanto nutrimento.
Ogni pasto può rappresentare un momento di piacere, socialità, riconoscimento della persona e partecipazione alla vita della comunità.
Per questo motivo le due Fondazioni svilupperanno un modello capace di integrare:
- qualità nutrizionale;
- personalizzazione del servizio;
- attenzione alle preferenze individuali;
- valore educativo e relazionale del momento del pasto.
L’obiettivo è offrire un’esperienza alimentare che contribuisca concretamente al benessere delle persone con disabilità, autismo, neurodivergenze e fragilità, valorizzando la qualità della vita in ogni fase del percorso di cura.
Un modello costruito sull’ascolto e sulla personalizzazione
La collaborazione prevede un lavoro condiviso di ascolto, analisi e co-progettazione che coinvolge competenze educative, sanitarie e nutrizionali.
Particolare attenzione sarà dedicata alle situazioni più complesse, attraverso la definizione di soluzioni personalizzate in grado di coniugare sicurezza alimentare, qualità nutrizionale e piacere del pasto.
L’approccio condiviso vuole superare ogni forma di standardizzazione, riconoscendo che ogni persona ha bisogni, preferenze e modalità differenti di vivere il rapporto con il cibo.
Un progetto che valorizza il territorio
Elemento qualificante dell’accordo è la valorizzazione del punto cottura della Fondazione Molina, gestito da SIR Sistemi Italiani Ristorazione, partner storico della Fondazione.
Grazie alla collaborazione, il centro di produzione diventerà un punto di riferimento anche per sei servizi della Fondazione Renato Piatti nell’area di Varese.
I numeri raccontano la dimensione del progetto:
- 452.000 pasti prodotti ogni anno
- 424.000 colazioni e merende annuali
Una collaborazione che rappresenta un esempio concreto di welfare territoriale capace di mettere in rete competenze e servizi per migliorare la qualità dell’assistenza.
Una collaborazione che guarda al futuro
L’iniziativa conferma la volontà delle due Fondazioni di innovare continuamente i servizi rivolti alle persone più fragili, promuovendo un modello basato sulla condivisione delle migliori esperienze e sulla costruzione di reti di collaborazione.
Come sottolinea Emilio Rota, Presidente di Fondazione Renato Piatti
“Con questa collaborazione vogliamo affermare con chiarezza che il cibo non è solo nutrimento, ma parte integrante della cura e della qualità della vita delle persone. Ogni pasto può essere un momento di dignità, di piacere, di relazione oppure una routine anonima. La differenza la fanno l’attenzione, la competenza e la volontà di costruire qualcosa insieme.”
Anche Michele Graglia, Presidente di Fondazione Molina, evidenzia il valore strategico dell’iniziativa
“Quando riconosci la qualità in un partner, la responsabilità verso il territorio ti chiede di condividerla. È così che si costruisce un welfare che funziona: non per somma di strutture, ma per incontro tra organizzazioni che condividono la stessa idea di cura.”
Insieme per una qualità della vita sempre migliore
Fondazione Renato Piatti accompagna ogni anno oltre 1.200 persone e le loro famiglie, attraverso una rete di 21 servizi dedicati alla disabilità, all’autismo e ai disturbi del neurosviluppo.
Questa nuova collaborazione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di costruzione di servizi sempre più personalizzati, inclusivi e orientati al benessere della persona.
Perché prendersi cura significa anche riconoscere il valore dei piccoli gesti quotidiani.
E un pasto può diventare molto più di un semplice momento della giornata: può diventare un’esperienza di relazione, dignità e qualità della vita.
