Fondazione Renato Piatti a bordo di Velando 2: la vela diventa esperienza di inclusione

Dieci persone che vivono nelle RSD di Sesto Calende e San Fermo parteciperanno alle giornate di vela inclusiva organizzate sul Lago Maggiore. Un’esperienza che va oltre lo sport e diventa parte del progetto di vita della persona.

Salire su una barca a vela, sentire il vento, muoversi sull’acqua, vivere un’esperienza nuova insieme agli altri.

Per dieci persone che vivono nelle Residenze Sanitarie per Disabili di Fondazione Renato Piatti ETS a Sesto Calende e San Fermo, tutto questo diventerà realtà grazie a Velando 2, il progetto nazionale dedicato alla vela inclusiva.

La Fondazione parteciperà alla giornata in programma il 2 ottobre al Parco Europa di Sesto Calende, organizzata dal Lions Club Lombardia Lago Maggiore.

Insieme a Fondazione Renato Piatti saranno coinvolti anche la cooperativa Erresse di Sesto Calende e il Progetto Promozione Lavoro di Olgiate Olona.

Velando 2: sport, benessere e inclusione

Velando 2 nasce con l’obiettivo di utilizzare la vela come strumento capace di favorire inclusione sociale, benessere e partecipazione delle persone con disabilità.

Il progetto è promosso dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, in collaborazione con la Federazione Italiana Vela, la Marina Militare e la Lega Navale Italiana.

Al centro dell’iniziativa c’è la vela-terapia, un approccio che mette insieme attività sportiva, percorso riabilitativo e relazione con l’ambiente naturale.

Sul territorio l’iniziativa è portata avanti dal Lions Club Lombardia Lago Maggiore, già protagonista nel mese di giugno di VelAbility, che aveva coinvolto circa cinquanta persone provenienti da diverse realtà locali in tre uscite in barca con partenza dal Parco Europa.

Un’esperienza che entra nel progetto di vita

Per Fondazione Renato Piatti, partecipare a Velando 2 non significa semplicemente offrire un’attività diversa dal quotidiano.

Significa creare nuove opportunità all’interno del progetto di vita di ogni persona.

Come sottolinea Emilio Rota, Presidente di Fondazione Renato Piatti:

«Noi sposiamo questo progetto come sposiamo tutte quelle che sono le possibili opportunità che si pongono verso un progetto di vita delle persone».

Esperienze come questa contribuiscono infatti a costruire una vita sempre più ricca di occasioni, relazioni e possibilità, andando oltre una visione standardizzata dei servizi dedicati alle persone con disabilità.

Secondo Rota, la vita delle persone deve essere «sempre più piena e ricca di esperienze» e iniziative di questo tipo permettono di superare «il limite della standardizzazione dell’offerta del servizio».

Un risultato reso possibile anche dalla collaborazione con il territorio e dalla disponibilità di associazioni e realtà come i Lions, capaci di creare opportunità concrete di partecipazione.

Dieci persone delle RSD di Sesto Calende e San Fermo saliranno a bordo

Saranno dieci le persone di Fondazione Renato Piatti coinvolte nel progetto: cinque provenienti dalla RSD di Sesto Calende e cinque dalla RSD di San Fermo.

Per Katia Mina, responsabile della RSD di Sesto Calende, l’esperienza si inserisce nel percorso che la struttura sta portando avanti per rafforzare il rapporto con la comunità:

«Siamo molto felici di partecipare a questa iniziativa in quanto ci permette di offrire delle esperienze diverse dalla quotidianità per le persone che abitano nelle nostre strutture. Stiamo lavorando tanto per favorire l’inclusione sul territorio, farci conoscere e far conoscere le persone che abitano nella nostra residenza».

Sperimentare nuove attività significa infatti avere la possibilità di scoprire nuovi contesti, incontrare persone e sentirsi parte della società.

Un principio condiviso anche da Massimo Ratti, responsabile della RSD di San Fermo, che sottolinea come iniziative di questo genere permettano alle persone con disabilità di partecipare a esperienze che fino a pochi anni fa potevano risultare difficilmente accessibili.

Inclusione significa poter partecipare

Velando 2 racconta concretamente un principio che guida il lavoro quotidiano di Fondazione Renato Piatti: la persona non può essere definita dal servizio che riceve o dal luogo in cui vive.

Il progetto di vita è fatto anche di esperienze.

Di incontri.

Di sport.

Di territorio.

Di emozioni.

E della possibilità di provare qualcosa per la prima volta.

L’inclusione diventa reale quando le persone possono prendere parte alla vita della propria comunità, sperimentare nuove attività e accedere alle stesse opportunità degli altri.

Per questo una giornata in barca può essere molto più di una giornata in barca.

Può diventare un altro piccolo, importante tassello di una vita piena, partecipata e ricca di esperienze e questa volta, per dieci persone di Fondazione Renato Piatti, quel tassello avrà il vento nelle vele.

 

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