Costruire Qualità di Vita – la voce di San Fermo

 

Auguri al nostro “incorreggibile” Roberto: 80 anni di autodeterminazione e di inclusione

Nato in provincia di Como con un danno encefalico da anossia come esito del parto che ha generato un ritardo mentale grave, Roberto vive a San Fermo da quando aveva 15 anni. Ce lo portò la mamma perché non riusciva a gestire il panificio, la famiglia, Roberto ed un ambiente che ai tempi non lo accettava. La sua mamma ha continuato a venire a trovarlo spessissimo, gli portava gli abiti lavati e stirati, non gli ha mai fatto sentire la sua mancanza. Alla sua morte, per Roberto è rimasto il fratello Guido come figura di riferimento forte, stabile: solo da lui accettava consigli, rimproveri, imposizioni.

Roberto ha vissuto quella che allora era la “Villa San Fermo” come un adolescente che utilizza gli spazi comuni solo per dormire, mangiare e lavarsi e che per tutto il resto trova soddisfazione aprendosi agli altri, al territorio in cui è inserito, alle persone che lui riconosceva come “pari”. Ed infatti si comportava come se fosse stato un collaboratore, più che un ospite. In cambio riceveva una piccola mancia che utilizzava poi nel pomeriggio, quando invece si dedicava a sé stesso, agli amici, al cibo, alle passeggiate…. i suoi pomeriggi erano un tripudio di condivisione con gli esercenti di alcuni negozi di Induno Olona, il paese sdraiato ai piedi della collina di San Fermo.

Dovunque trovava e regalava sorrisi, racconti, buffi soprannomi: tutti lo amavano ma per tutti la sua storia rimaneva un mistero. Raccontava spesso del suo “bambino” e nessuno capiva a chi si riferisse. La realtà è che Roberto, al Centro, si era guadagnato il soprannome di “Papi” perché dal 1969, quindi quando aveva 27 anni, si prese cura di Alessandro – un bimbo che allora aveva solo 7 anni con un quadro clinico estremamente compromesso – come fosse un figlio: ogni mattina, lo lavava, lo vestiva e lo portava in braccio fino al salone dove a colazione, pranzo e cena era seduto al suo fianco. Roberto, come tutti, è poi lentamente invecchiato e pian piano ha dovuto accettare che gli operatori e gli educatori, che fino ad allora avevano cercato di seguirlo e tutelarlo “da lontano”, cominciassero ad accudirlo con lo stesso amore e la stessa attenzione che lui aveva dedicato ad Alessandro, scomparso nel 2011.

Come ha festeggiato i suoi 80 anni? Con una festicciola in cortile, con i suoi compagni di nucleo e con quelli che nel tempo hanno condiviso con lui le giornate, con gli educatori e gli operatori che negli anni si sono occupati di lui con tanto affetto aiutandolo nel suo cammino, con una bella torta e con i suoi amici macellai che hanno voluto essere presenti per fargli gli auguri. Tra i tanti regali… un invito a pranzo per il giorno dopo, quando ha festeggiato con Gianluca, che ha compiuto gloriosamente 75 anni, in agriturismo davanti ad un bel piatto di polenta e salsicce…non si è fatto mancare il gelato: il giorno del compleanno si può trasgredire!

Passaparola

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